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Chi è il più intelligente?

Dopo che avrete visto il video della BBC nel quale un corvo riesce a risolvere una complessa sequenza di azioni per raggiungere il cibo, spero vi ricrederete un po’ su che cosa sia “l’intelligenza” e su chi sia l’animale più intelligente della Terra.

Sarà l’uomo che è certamente capace di produrre tecnologia complessa ma che è anche in grado di comportare seri problemi al funzionamento equilibrato del pianeta che abita oppure sarà il corvo che, pur avendo un cervello meno sviluppato in termini di massa e dimensioni rispetto all’uomo, per raggiungere i propri scopi – molto spesso nutrirsi – è in grado di studiare la realtà che lo circonda e di compiere una sequenza di azioni complesse per ottenere i propri risultati? Oppure intelligente sarà il pipistrello che, pur avendo un cervello estremamente contenuto in termini di dimensioni, è in grado di riprodurre immagini tridimensionali nella propria immaginazione che gli consentono non solo di evitare gli ostacoli ma addirittura di cacciare insetti volanti di piccole dimensioni solo attraverso la decodificazione delle onde sonore? Oppure, ancora, sarà più intelligente il delfino o l’elefante che sono in grado di creare relazioni complesse di comunicazione all’interno dei loro gruppi fino ad arrivare a “piangere” i loro  morti?

Beh, se per caso avete dei dubbi, non chiedetelo di certo all’Homo sapiens perché sicuramente vi risponderà che solo egli stesso può essere considerato l’animale più intelligente della Terra. Tutto il resto, se mai lo fosse, lo è solo in maniera embrionale e di certo viene dopo di lui.

Sono fermamente convinto che se desideriamo risolvere i numerosi problemi di sostenibilità ambientale che affliggono i nostri tempi sia assolutamente necessario cambiare prospettiva. Sono fermamente convinto che sia necessario abbandonare l’idea di essere gli unici animali intelligenti – e quindi forti – del Pianeta a cui tutti gli altri esseri viventi devono per forza piegarsi e sottostare. Essere veramente intelligenti significa capire che l’intelligenza non si misura sulla forza, sull’aggressività o sulle capacità tecniche ma piuttosto è un concetto vago, che dipende dalle particolari e uniche necessità di sopravvivenza che un animale ha dovuto sviluppare all’interno di un dato ambiente.

Su queste prospettive essere intelligenti significa allora tutto e niente. Significa sì essere in grado di costruire un GPS ma anche essere in grado di sopravvivere a lungo in una foresta o in un deserto senza un GPS.

Solo così, ragionando che ogni essere vivente che abita questo sasso blu dell’universo è a suo modo intelligente e ha diritto di avere il proprio spazio, si potranno avere delle chances reali di far perdurare il benessere dell’umanità nel futuro. In caso contrario – come purtroppo sta avvenendo – sarà solo caos e, alla fine, tra qualche manciata di decina di anni, credo che gli unici vincitori nella dura lotta per la sopravvivenza potranno essere solo gli insetti.

 

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