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Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile in Italia

L’Istituto Nazionale di Statistica (ISTAT) ha da poco presentato la terza edizione del “Rapporto sul Benessere Equo e Sostenibile in Italia (BES |2015)(1), un quadro integrato dei principali fenomeni sociali, economici e ambientali che stanno caratterizzando l’evoluzione del nostro Paese in questi anni recenti. Anche quest’anno il Rapporto BES analizza i fattori che hanno un impatto diretto sul benessere umano e sull’ambiente attraverso l’analisi dei seguenti 12 argomenti (commentati).

  1. Salute – Vita media in aumento, ma stabile quella in buona salute. Disuguaglianze territoriali in crescita, disuguaglianze di genere in diminuzione.
  2. Istruzione e Formazione – Migliorano i livelli di formazione e si riduce il divario con l’Europa, in crescita la partecipazione culturale.
  3. Lavoro e conciliazione dei tempi di vita – Primi segnali di ripresa ma ancora forti divari e lontani dall’Europa.
  4. Benessere economico – Dal 2014 segnali di miglioramento della condizione economica delle famiglie. Non si attenuano le disuguaglianze.
  5. Relazioni sociali – Aumenta la fiducia negli altri, cresce la rete potenziale di aiuto e cala la partecipazione politica.
  6. Politica e istituzioni – Cresce la presenza delle donne nei luoghi decisionali economici e politici, ma resta elevata la sfiducia nelle istituzioni.
  7. Sicurezza – Dopo anni di sostenuto aumento della criminalità predatoria, rallenta la crescita dei reati. Diminuisce la violenza contro le donne ma aumenta la sua gravità.
  8. Benessere soggettivo – Cresce l’ottimismo verso il futuro, soddisfazione per la vita ancora stabile.
  9. Paesaggio e patrimonio culturale – Progressi insufficienti nella tutela dei beni comuni.
  10. Ambiente – Passi in avanti ma ancora criticità per la gestione delle risorse naturali e della qualità dell’ambiente.
  11. Ricerca e innovazione – Poche sorprese sul fronte della ricerca e innovazione. La situazione resta in gran parte stabile.
  12. Qualità dei servizi – Graduale miglioramento dell’erogazione di acqua, energia elettrica, gas e rifiuti. Ancora criticità per servizi sociali, mobilità e carceri.

Mentre dal Rapporto BES 2015 emerge che la situazione è abbastanza positiva sul lato dei temi socio-economici con buoni livelli di salute, di formazione e di lavoro nonché una buona percezione da parte dei cittadini sia per le relazioni sociali che – stranamente – per la loro condizione economica, dal Rapporto stesso emerge, invece, che la situazione è alquanto negativa relativamente ai temi socio-ambientali, in particolare il paesaggio, il patrimonio culturale e l’ambiente in generale.

Emissioni gas serra_BES 2015Se si considerano in maniera più approfondita i temi che manifestano aspetti di più spiccata negatività, ci si rende conto che la tutela del paesaggio e dell’ambiente non è sufficiente a garantire quei livelli necessari perché si configuri benessere per i cittadini.

Abusivismo edilizio_BES 2015Dal lato della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale, anche se alcuni obiettivi si possono dire quasi raggiunti (es. piccolo rallentamento nel consumo di territorio agricolo a causa della crisi del settore edile), altrettanto non si può dire dal lato della dismissione di aree agricole interne che non vengono più coltivate e da quello dell’espansione delle monocolture industriali. Purtroppo sul piano del paesaggio vi è una forte disparità regionale e territoriale (tra Nord e Sud) sulla capacità delle istituzioni di tutelare i beni pubblici e vi è un elevato abusivismo edilizio, non riscontrabile in altre economie avanzate. In Italia, poi, nonostante la grande vocazione turistica per i paesaggi e per i beni culturali, vi è un’inadeguata spesa pubblica dedicata a tali scopi. Elementi fortemente negativi sono presenti anche riguardo la percezione da parte dei cittadini per il paesaggio, che li rende fortemente insoddisfatti, soprattutto al Nord.

Paesaggio degradato_BES 2015Dal lato poi dell’Ambiente in generale, pur avendo il patrimonio naturalistico in Italia anche una importante funzione economica (per l’agricoltura e per il turismo), vi è comunque una scarsa tutela degli ecosistemi che richiederebbe, invece, maggiori sforzi anche in considerazione dei cambiamenti climatici in atto. La protezione dell’ambiente rappresenta una chiave determinante e lungimirante per le scelte del sistema Paese ed anche dei singoli cittadini. Le azioni volte oggi ad uno sviluppo ecosostenibile possono condurre, domani, al miglioramento del benessere delle persone. Le azioni di tutela dell’ambiente, di gestione sostenibile delle risorse naturali e di lotta ai cambiamenti climatici, con un piano di sviluppo legato alle energie rinnovabili e all’efficienza energetica, possono aggiungere valore e proteggere i nostri territori, sostenere la società e l’economia. Luci e ombre sono ancora presenti fra le varie aree del Paese e fra i diversi aspetti che costituiscono la tematica ambientale, anche se nel corso degli ultimi anni, con l’impulso delle normative e dei vincoli europei, sono stati compiuti passi in avanti in quest’ambito. Aumenta la disponibilità di aree verdi urbane a disposizione dei cittadini, si riduce l’inquinamento dell’aria in diverse città, cresce l’energia prodotta da fonti rinnovabili, si contraggono le emissioni di gas serra e il consumo di materiale interno, questi ultimi anche come conseguenza della crisi economica. A questi progressi non resta insensibile neanche la popolazione italiana che esprime più consapevolezza sulle problematiche ambientali, maggiore partecipazione attiva e migliori scelte di spesa. È ancora evidente però, la necessità di interventi sostanziali sul territorio in termini di tutela e gestione dell’ambiente. Nel settore dei rifiuti urbani si riduce la quota dello smaltimento in discarica, anche se l’Italia rimane in netto ritardo rispetto agli altri paesi europei. Resta anche grave, soprattutto in alcune regioni del Mezzogiorno e dell’Italia centrale, la dispersione di acqua potabile dalle reti di distribuzione comunale, così come la depurazione delle acque reflue urbane. Ugualmente grave la presenza di diversi siti inquinanti da bonificare diffusi sul territorio nazionale. Permane infine la presenza di diverse aree del territorio con problemi di dissesto idrogeologico e alluvioni accentuati dall’incremento di eventi climatici estremi.

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(1) Nato nel 2010, il BES si è ispirato ad iniziative internazionali simili anche se il quadro di riferimento adottato in Italia risulta tra i più ambiziosi proponendosi di misurare non solo il livello di benessere attraverso l’analisi degli aspetti rilevanti della qualità della vita dei cittadini, ma anche la sua l’equità in termini di distribuzione delle determinanti del benessere tra soggetti sociali e la sua sostenibilità, a garanzia che lo stesso livello di benessere possa essere fornito anche alle generazioni future.

 

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